Il quartiere murattiano di Bari:

costituisce l’attuale parte nuova del centro urbano, posta tra due estremi che sono Corso Vittorio Emanuele II e Piazza della Libertà. Su quest’ultima si affacciano edifici importanti come il Municipio e il Teatro Niccolò Piccinni. La via principale del quartiere è Corso Cavour, lungo il quale si trova lo storico Teatro Petruzzelli, mentre Piazza Mercantile ne è il cuore commerciale. Qui fanno però ugualmente da sfondo preziose costruzioni come il rinascimentale Palazzo del Sedile (antica sede delle assemblee cittadine) e la Colonna della Giustizia (a cui venivano legate le persone che non estinguevano i propri debiti).

La cavalcata in onore di Sant’Oronzo ad Ostuni:

La cavalcata si può dire accompagni la devozione per Sant’Oronzo sin dal suo sorgere. L’evento fu determinato dall’arrivo in città del simulacro d’argento del Santo. Oggi, la lunga processione si snoda per le vie cittadina richiamando l’attenzione dei turisti, curiosi di ammirare un evento storico, e degli ostunesi che rinnovano la loro devozione nei confronti di Sant’Oronzo. La singolare sfilata è annunciata da un motivetto cadenzato, suonato da un trio di grancassa, tamburo e piffero. Le linee delle divise dei cavalieri, rimandano al periodo napoleonico: casacca rossa, pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio bianco-rosso, mantiglia rossa trinata di bianco. Una lunga tradizione hanno anche i fuochi pirotecnici che costituiscono il momento conclusivo della Festa Patronale.

La grotta della poesia a Roca Vecchia e il fiordo del ciolo di Leuca:

per tutti gli appassionati di trekking, free climbing, escursionismo, il Salento offre molte possibilità. Il territorio è infatti colmo di grotte, doline e vore, formatesi in seguito a fenomeni carsici, data la natura prevalentemente calcarea del suolo. La Grotta della Poesia si trova a Roca Vecchia e dista da Otranto circa 20 km. È una cavità scavata dal mare nel corso dei secoli, che ha anche offerto rifugio in tempi più antichi. Il suo nome deriva da “posia”, un termine della lingua greca del medioevo che significa “sorgente di acqua dolce”, un chiaro riferimento alla fonte che in passato scorreva al suo interno, i cui segni sono ancora oggi visibili. Per ammirare quello che rimane della grotta, bisogna percorrere il tratto di litoranea che va da Otranto a Rocapassando per le località turistiche di San Foca e Torre dell’Orso.

Il Ciolo è un fiordo di roccia con acque trasparenti che sfumano dal verde smeraldo all’azzurro intenso, dove avvistare razze e castagnole. Uno stretto sentiero permette di costeggiare la parete meridionale. A livello del mare si apre la Grotta del Ciolo, lunga 100 metri con all’interno una risorgiva di acqua dolce, dove fino a 30 anni fa viveva ancora la foca monaca. Questo tratto costiero rientra nell’area del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco di Trifase.